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Elena Gollini 2015

            “Il percorso espressivo predisposto da Paolo Camiz vede proliferare l’utilizzo di materiali diversificati ed eterogenei, anche provenienti dal riciclo, frutto di una scelta lungimirante e perspicace scaturita da un’approfondita attività di ricerca e di indagine. Egli si dedica ad un lavoro di natura e d’impronta filologica in cui il gesto creativo innesca ed innerva un processo dove l’essenza immaginativa del pensiero si afferma con lenta e progressiva gradualità e richiede, da parte dello spettatore, una fruizione accorta ed accurata e un’interpretazione sensibile ed acuta.

            Camiz si rende portavoce di un progetto artistico intellettuale e concettuale, con forte incisività ed efficacia contenutistica e ci offre una molteplice e multiforme variabilità di creazioni che si inseriscono a pieno titolo nel comparto dell’arte contemporanea e fanno affiorare un complesso e articolato progetto artistico-culturale a monte, basato su specifici fattori tecnico-espressivi, che vanno ad interagire con i diversi valori della fruizione estetica e contenutistica, li integrano e li completano nelle loro esplicazioni.

 Le opere sono siglate da inconfondibili connotazioni distintive di unicità ed esclusività e fuoriescono dalle concezioni più classiche e tradizionaliste, per spingersi e addentrarsi nel campo della sperimentazione innovativa , eclettica e non convenzionale. La volontà e l’intento creativo sono sorretti da un vivace spirito d’immaginazione e d’inventiva che alimenta un corollario di idee e di spunti.

Camiz è un vero e appassionato sperimentatore di materiali che non si inserisce in nessun movimento, scuola di pensiero o gruppo artistico predefinito in modo rigido e rigoroso, ma procede con azione solitaria e individuale, elaborando un proprio personale e soggettivo linguaggio stilistico, tendente all’informale, atipico, intimista ed espressivo. La produzione è caratterizzata da formule e installazioni scultoree immerse nel mondo magico della scrittura di emozioni, sentimenti, sensazioni, istinti, percezioni, utilizzando codici cifrati di cui bisogna cogliere e recepire la giusta chiave di lettura. Il tutto viene ricondotto, fatto confluire e convogliato dentro costruzioni sceniche che formano un’alchimia di prospettive simboliche verosimili, poste dentro un’atmosfera un po’ enigmatica, misteriosa e indecifrabile, che cattura e stimola la curiosità e l’interesse dell’osservatore”.

Biennale International Art Meeting – Milano 2015

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